BREVE ANTOLOGICA | AUGEO ART SPACE | RIMINI | 2015-16

BREVE ANTOLOGICA | AUGEO ART SPACE | RIMINI | 2015-16

Wire 101 · Filo di ferro, intonaco su tavola · 160 x 120 cm · 2002

BREVE ANTOLOGICA | AUGEO ART SPACE | RIMINI | 2015-16

BREVE ANTOLOGICA | AUGEO ART SPACE | RIMINI | 2015-16

Wire 72 · Filo di ferro, intonaco su tavola · 70 x 150 cm · 2001

Wire 766 | Indaco

Wire 766 | Indaco

Intonaco su tavola · 70 x 100 cm · 2011

Wire 714

Wire 714

Intonaco su tavola · 100 x 70 cm · 2011

Wire 103

Wire 103

Ferro satinato, intonaco su tavola · 160 x 120 cm · 2003

Wire 75

Wire 75

Barre di ferro, intonaco su tavola · 100 x 70 cm · 2002

Wire 50

Wire 50

Barre di ferro, intonaco su tavola · 120 x 100 cm · 2002

Wire 48

Wire 48

Ferro ossidato, intonaco su tavola · 100 x 70 cm · 2002

Wire 44

Wire 44

Filo di ferro, intonaco su tavola · 80 x 60 cm · 2001

Wire 42

Wire 42

Filo di ferro, intonaco su tavola · 80 x 60 cm · 2001

Wire 40

Wire 40

Barre di ferro, Intonaco su tavola · 120 x 100 cm · 2001

Wire 39

Wire 39

Barre di ferro, mosaico su tavola · 70 x 50 cm · 2001

Wire 14

Wire 14

Filo di ferro Intonaco su tavola · 80 x 60 cm · 2000

Wire 1

Wire 1

Filo di ferro, intonaco su tavola · 50 x 35 cm · 2000

Quel che mi sembra di poter rilevare, in questo mondo tenuto insieme da un filo quasi magico, nelle sculture come nei quadri di Graziano Spinosi, è la traccia di un rapporto inesaurito con la memoria di sé e del proprio cuore. Inesaurito perché inesauribile: è l’origine, il cordone ombelicale, il legame d’affetti e parentale, ma anche il filo d’Arianna, la possibilità di una via di fuga verso la salvezza, il ritorno a casa. E quale sia davvero questa casa, se quella con tetto sotto cui vivere e dormire, o quella celeste, cui tutti faremo ritorno, non è dato sapere. Perché, poi, il filo diviene elemento costruttivo, ma costruttivo di un mistero formale, nel senso della forma che Spinosi dà alle sue sculture, opere, creature, figlie. Mistero che ti fa porre la domanda sull’origine di quelle forme, se nate dal lavoro di animali incantati, o dal pensiero segreto dell’uomo creatore. Intendo dire che vi è un sentimento nel suo fare che prevarica tutte le soluzioni di superficie: i materiali utilizzati vibrano di una energia che smentisce nettamente ogni impostazione di apparente immobilità. I Wire sono tessuti pettinati, non cardati: l’ordine sembra penetrare nell’informe, stabilirne la ritmica, chiara, definita, quasi una partitura musicale settecentesca. Qualche volta, e cromaticamente, può intervenire una suggestione di ruggine, ma è questione di grammatura, una semplice corda vibrante come un’arpa eolica. Se poi il filo diviene barra, la musica diventa pianistica, netta, un po’ altisonante, ma di perfetta quadratura. Questo filo, Spinosi, lo aveva in sé già da anni, se solo ci si riferisce a uno dei suoi Libri, l’uno o il due, del 1982. Non era filo di ferro, ma corda; eppure stabiliva la stessa ritmica visiva, l’uno in special modo, quel senso di pettinatura di cui dicevo. Anche dava, come il filo di ferro oggi dà, quel senso di attaccamento, desiderio di esclusiva e priorità, cordone ombelicale che non si vuole recidere se non costretti. Ecco: poesia, dunque; ma per quale fonte essa scaturisca e prenda a scorrere non sapresti dire. Così, d’improvviso, un movimento subitaneo di esordio e ce l’hai davanti, chiara e leggibile, evidente in maniera impudica, eppure inesplicabile. Arnaldo Romani Brizzi