Anonimo

Anonimo · Autoritratto a ventidue anni · 1740 ca · Tate · London

Si potrebbe immaginare una storia dell’arte attraverso la sola rappresentazione del cielo nei secoli. O degli alberi: quieti nel Quattrocento e agitati dalla tramontana in epoca romantica. Benché lungamente costretti alla raffigurazione dei santi e delle loro bravate, gli artisti, attraverso le opere, lasciano traccia del loro tempo. Se Piero della Francesca avesse dipinto solamente gatti, nei suoi affreschi avremmo rinvenuto lo stesso resoconto sulla divina proporzione. Il modo, dunque, non l’argomento. Negli autoritratti, diversamente, l’identità del corpo è sostanziale, l’opera ne certifica la conformità. Per noi che guardiamo, una domanda, un monito, talvolta una smorfia di dolore. Come se gli autori avessero consegnato ai posteri la nostalgia di un tempo dopo il loro, la supplica di una consolazione perpetua. Graziano Spinosi

You might imagine a history of art solely through the representation of the sky. Or of trees through the centuries: still in the fifteenth century, and shaken by the north wind of the Romantic era. Although long forced to depict the saints and their acts of bravado, the artists, through their works, leave traces of time. If Piero della Francesca had painted only cats, in his frescoes we would have found the same account of the divina proportione. The mode, therefore, not the theme. In self-portraits, conversely, the identity of the body is substantial, the work certifies its conformity. For those of us that look: a question, an admonishment, at times a grimace of pain. It is as if the artists had consigned to posterity the nostalgia for a time to come, an appeal for perpetual consolation. Graziano Spinosi