Libro VII | Fiberglass, cera · 40 x 30 cm · 1982

Fiberglass, cera · 40 x 30 cm · 1982

Libro VI | Fiberglass, cera · 40 x 30 cm · 1982

Fiberglass, cera · 40 x 30 cm · 1982

Libro V | Fiberglass, cera · 40 x 30 cm · 1982

Fiberglass, cera · 40 x 30 cm · 1982

Libro IV | Fiberglass, piombo, cera · 40 x 30 cm · 1982

Fiberglass, piombo, cera · 40 x 30 cm · 1982

Libro III | Fiberglass, bulloni, cera · 40 x 30 cm · 1982

Fiberglass, bulloni, cera · 40 x 30 cm · 1982

Libro II | Fiberglass, corda, cera · 40 x 30 cm · 1982

Fiberglass, corda, cera · 40 x 30 cm · 1982

Libro I | Fiberglass, corda, cera · 40 x 30 cm · 1982

Fiberglass, corda, cera · 40 x 30 cm · 1982

L'olfatto | Fiberglass, piombo, cera · Altezza 90 cm · 1983

Fiberglass, piombo, cera · Altezza 90 cm · 1983

L'udito | Fiberglass, cera · 120 x 90 x 40 cm · 1983

Fiberglass, cera · 120 x 90 x 40 cm · 1983

Il gusto | Poliuretano espanso, pigmenti · 70 x 50 x 35 cm · 1983

Poliuretano espanso, pigmenti · 70 x 50 x 35 cm · 1983

Maquillage | Fiberglass, cera · Altezza 90 cm · 1982

Fiberglass, cera · Altezza 90 cm · 1982

Autoritratto | Fiberglass, cera · Grandezza Naturale · 1982

Fiberglass, cera · Grandezza Naturale · 1982

Da bambino costruivo teatrini e piccole automobili con materiali di scarto trovati per strada: legnetti, fili di ferro ossidato, cartone. Era bello questo gioco e mi perdevo, nessuna colpa ne violava l’incanto. Trascorrevo intere giornate mettendo insieme questi materiali poveri. Un filo di spago legava le ali di carta d’un piccolo aereo alla sua fusoliera e il balocco volava. Il mio viaggio nell’arte è cominciato a bordo di questo aeroplano. Nello studio in cui lavoro oggi ci sono gli stessi materiali e mi perdo anche ora, come allora, pur coi limiti dell’età adulta. Non conosco più l’abbandono dei bambini, ma per tentare di provocarlo comincio sempre dal materiale. Senza fretta, mi accosto a un elemento cercando di ascoltarlo. Alcuni sono chiacchieroni, altri parlano poco, un po’ come i gatti, ciascuno col proprio carattere. Cerco d’intonarmi a questa indole avendo cura di rispettarne le qualità fisiologiche. Non si dovrebbe affermare il valore di qualcosa negando quello di un’altra. Allo stesso modo, per me, impiegare un materiale significa assumere solo quello. Il cartone è arido, polveroso, voce roca, l’acqua lo smembra e il fuoco lo consuma. È esclusivo anche per questa vulnerabilità. L’acciaio è nervoso, austero, affidabile. Il ferro è infaticabile e remissivo. La plastica è spesso incompresa: non è bello che si trasformi in finta-pelle o finto-legno. Pur essendo un materiale sintetico ha il valore di quelli naturali. Il legno emette suoni che somigliano a quelli del pane appena sfornato. Anche l’acqua è un materiale. Come gli alberi, l’aria, l’orizzonte. Una strada e la nostra memoria sono materiali. Graziano Spinosi

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