Dal cielo

Un affabulatore Giotto, come Dante. Ambedue hanno cantato il cielo con le sue storie, profetizzando la luce dell’Umanesimo. I secoli e i terremoti hanno corroso il cobalto e dalle crepe degli affreschi di Assisi si spande un aroma di muschio: è fragranza di minerali,  animali, angeli e demoni alati, corpi astrali, araldi dispensatori di santità – la santità è un vizio del cielo, scriveva Cioran. E Francesco, il più caparbio tra i santi, del cielo è sostanza. Benché i dipinti evochino le sue parabole antiche, pare che tutto accada in un presente ancora intatto. Graziano Spinosi

Giotto is a narrator, like Dante. Both have written in heaven the facts of the earth. Centuries and heartquakes have corroded cobalt and a fragrance of musk spreads through the cracks: it is an aroma of animals, winged angels and demons, astral bodies and herlds dispensers of holiness – the holiness is a vice of the heaven, Cioran wrote. And Francis, the most stubborn among the saints, is substance of the heaven. Although the frescoes raise his parables it seems that all happens in a still intact instant. Graziano Spinosi

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