Mediterraneo | 25

Salento | Lecce

Mezzogiorno. La contrada è satura dell’aroma di pasta al pomodoro che proviene dalle fessure di una finestra chiusa. Il suo sapore è corporeo: contiene il sole e i venti di questa terra, i gesti di chi ne ha avuto cura, il pulviscolo della sua cucina. Nulla, come una fragranza, è capace di rianimare i fantasmi appartati nella memoria. Graziano Spinosi
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.. consideriamo il piatto all’apparenza più facile del mondo: gli spaghetti al pomodoro. Per me è una gioia gustare questo piatto, perché, se sono ben curate la scelta della materia prima e l’esecuzione, sa essere custode di tutti i profumi della terra. Pochi e semplici gli ingredienti che tutti possono già apprezzare in base alla purezza dei colori: il giallo paglierino della pasta al punto giusto di cottura; il verde vivo di un basilico fragrante di vento mediterraneo; il verde intenso dell’olio denso e sapido dei frantoi; il rosso acceso del pomodoro che ha dentro di sé il sole. Questa magia dei sapori possiede una sua identità ben definita. Risponde alla tradizione da cui è scaturita, alle radici del popolo che l’ha assimilata, all’umore di chi l’ha realizzata, alla terra che ha dato questi suoi frutti e al sole che li ha fatti maturare. Bisogna saper ascoltare cosa ci dice un pomodoro messo sul tagliere, così come si deve prestare attenzione a un essere vivente. Chi non è in grado di ascoltare non può ricavare il meglio da nessun prodotto. E questo non capita solo in cucina, ma nella vita. Heinz Beck · L’ingrediente segreto

Mediterraneo | 24

Salento | Intonaci a Lecce | 2018

polvere di calce e voci, reliquie di passanti affidate al tempo

Graziano Spinosi

Mediterraneo | 23

Salento | Torri fortificate · XV e XVI secolo

Il Salento è presidiato da antiche roccaforti costruite per avvistare le navi degl’invasori. Salendo i gradini di Torre Lapillo, fantastico su come sarebbe questa fortezza, ripopolata da esseri umani che ballano e fanno festa come un tempo, come nei sogni, con le finestre aperte davanti al mare: l’unica difesa possibile contro gli assalti dei nuovi predatori, belve dislocate sulle coste del Mediterraneo per divorare la memoria antropologica di popoli e litorali. Sono arrivato all’ultimo gradino della scala, ho appoggiato la mano sul muro caldo di una porta murata: dovete fare presto, bisbiglia una voce dietro il muro, perché ci sono distruzioni dopo le quali non restano neppure i ruderiGraziano Spinosi
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Il Mediterraneo ha affrontato la modernità in ritardo. Non ha conosciuto il laicismo su tutte le sue sponde. Ciascuna delle coste conosce le proprie contraddizioni, che non cessano di riflettersi sul resto del bacino e su altri spazi, talvolta lontani. La realizzazione di una convivenza in seno ai territori multietnici o plurinazionali, dove si incrociano e si mescolano culture diverse e religioni differenti, conosce sotto i nostri occhi uno smacco crudele: il nostro mare avrebbe meritato un destino migliore. L’Unione Europea si compie senza tener conto delle fratture che lo dividono: nasce un’Europa separata dalla culla dell’Europa. Come se una persona si potesse formare dopo essere stata privata della sua infanzia, della sua adolescenza. Predrag Matvejević · Il Mediterraneo e l’Europa

Contrade

44.063169, 12.443557

C’è una casa che non sta bene. È vecchia, i secoli l’hanno indebolita. Qualche volta si possono udire voci che escono dalle fessure dei muri e si disperdono lungo gli angoli delle contrade. Cercano riparo in un’abitazione più sicura, o sottoterra, dentro qualche grotta di tufo. Ma le altre case sono chiuse e le grotte di tufo sigillate da pesanti porte di ferro. Se un terremoto colpisse questa casa, in apparenza abbandonata, nel crollo morirebbe anche quell’incorporeo che qui dimora. Graziano Spinosi

Scolpire il tempo

Si ritiene che il tempo di per sé favorisca la manifestazione dell’essenza delle cose. Perciò i giapponesi vedono un fascino particolare nelle tracce dell’età. Essi sono attratti dal colore iscurito del legno vecchio, dal muschio che copre la pietra o persino dall’usura, dai segni lasciati da molte mani sul bordo di un quadro. Questi segni di antichità vengono chiamati col termine saba, che alla lettera significa ruggine. La saba, quindi, è la ruggine autentica, il fascino dell’antichità, il marchio del tempo. Un elemento della bellezza come la saba incarna il legame tra l’arte e la natura. Andrej Tarkovskij · Scolpire il tempo

Mediterraneo | 13

Isola di Stromboli | Ginostra

Lo scirocco cessò al tramonto. Gli eucalipti, snervati dalle raffiche, allentarono finalmente la presa. Nubi di zolfo sopra il vulcano. Alcuni cani polverosi, che avevamo visto allontanarsi nella tempesta, si avvicinarono alla nostra casa. Dal pozzo spillasti dell’acqua: bevvero con avidità, poi ci fissarono per cominciare chissà quale gioco. Ridevi, l’ultimo lampo di sole accese le prime stelle. Graziano Spinosi

Fuochi

Marzo era il mese dei fuochi all’aperto. Le sere noi bimbi aspettavamo la luna piena perché si tramandava che, durante la fase di plenilunio, il pozzo abbandonato avrebbe parlato. Ecco la luna: rimosso il pesante coperchio, arretravamo. Qualcuno tra i più grandi, facendosi avanti, si sporgeva in punta di piedi, proteso verso il fondo buio. Un silenzio antico, ricevuto dagli avi bambini, premeva sui polsi. Anche quando solo una folata di vento lo interrompeva, fuggivamo in ogni direzione, certi che il pozzo avesse parlato. Col cuore in gola poi ci fermavamo, nello stesso istante, come sottili statue. Nessuno ha mai udito il pozzo parlare, ma ciascuno serba il ricordo di quella voce. Graziano Spinosi

Nevicava

Quartetto Italiano
Franco Rossi · Piero Farulli · Elisa Pegreffi · Paolo Borciani

Dicembre, primi anni anni ottanta. A Faenza, in una chiesa sconsacrata, si tenne l’ultimo concerto del Quartetto Italiano. La serata si concluse con l’esecuzione de La morte e la fanciulla, di Schubert. Un’interpretazione sublime, come sempre. Solo gli amici sapevano che quella sarebbe stata l’ultima esibizione dei musicisti. Nel momento più amaro di una carriera prodigiosa, e malgrado il secondo movimento, non fu concesso nulla all’emotività personale, alla stretta dei ricordi, al sentimento della fine. Una serata e una lezione di disciplina indimenticabili. Uscimmo dalla chiesa in silenzio, nevicava. Graziano Spinosi

Il cipresso

Andrew Wyeth · Vento dal mare · 1947 · National Gallery of Art · Washington D.C.


Guarda, c
‘è ancora il grande cipresso, ricordi?
Sì, mi ricordo, eppure lo vedo per la prima volta.

Graziano Spinosi

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I simboli che ciascuno di noi porta in sé, e ritrova improvvisamente nel mondo e li riconosce e il suo cuore ha un sussulto, sono i suoi autentici ricordi. Sono anche vere e proprie scoperte. Bisogna sapere che noi non vediamo mai le cose una prima volta, ma sempre la seconda. Allora le scopriamo e insieme le ricordiamo. Cesare Pavese · Saggi letterari

Pioppi

Piero della Francesca · La leggenda della vera croce (p) · 1452-66 · Basilica di San Francesco · Arezzo

Da bambino immaginavo che i pioppi intorno a casa fossero persone di famiglia. Gli alberi
infondono il profumo alle stagioni, invecchiano, partecipano ai ricordi.

Graziano Spinosi

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