Il signore delle mosche

Peter Brook · Il signore delle mosche · 1963

Le guerre muovono da un istinto di dominanza che non sempre riguarda istanze geopolitiche o religiose. Al pari di altri inconvenienti genetici, come quello riproduttivo, la guerra è scritta nel sangue di ognuno. Graziano Spinosi

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Impariamo dunque a vivere, e morire da saggi, riconoscendo tranquilli nella morte la fine naturale dell’esser nostro, e senza più inebriarci coi narcotici dell’angelo-demonologia. [ .. ] Liberato dai fantasmi di un’altra vita, l’uomo sarà meglio consigliato ad astenersi dal tiranneggiare il suo simile, e a non tollerare l’altrui tirannide; meglio trarrà partito dal tempo, non comprerà più indulgenze per l’altro mondo, non adulerà più i potenti, non bacerà più mano o piede a sacerdoti, non farà più vani sacrifici, ma non rifiuterà di farne di veri e umanitari. [ .. ]Tranne alcune ragioni fisiologiche, tutto quanto scrisse Lucrezio contro alla credenza all’immortalità sta benissimo detto anche ai giorni nostri. Ludwig Feuerbach · La morte e l’immortalità

Punti di fuga

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Ci sono luoghi che si possono raggiungere solamente attraverso la fuga.

Graziano Spinosi

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Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si  chiama desiderio. Henri Laborit · Elogio della fuga

Il ronzio degli insetti

Andrej Tarkovskij · Nostalghia · 1983

A me sembra che la nostra epoca concluda ed esaurisca un’intera fase storica, arbitri della quale sono stati i Grandi Inquisitori, i capi supremi e talune personalità eccezionali mosse dall’idea di trasformare la società ai fini di una più giusta e razionale organizzazione. […] Già Dostoevski ci aveva messo in guardia contro questi Grandi Inquisitori che pretendono di addossarsi la responsabilità per la felicità degli altri. […] In sostanza, tutta la storia della civiltà, tutto il processo storico si riduceva a questo: che, in nome della salvezza del mondo e del miglioramento della posizione dell’uomo in esso, alla gente si proponeva una via ogni volta più infallibile e più giusta, maturata nei cervelli degli ideologi e dei politici. […] Noi viviamo in un mondo di idee fabbricate per noi da altri, o sviluppandoci secondo i parametri di queste idee, o scostandoci in maniera sempre più insanabile da esse ed entrando in conflitto con esse. […] Io sono convinto che il tentativo di ristabilire l’armonia della vita possa passare soltanto attraverso la reintegrazione del sentimento della responsabilità personale. Andrej Tarkovskij · Scolpire il tempo · 1986

Stagioni

Artavazd Pelechian · The Seasons of the Year · 1971

Durante la transumanza uomini e animali convivevano per necessità reciproca, compiendo un viaggio per la sussistenza. Dalle valli ai monti e dai monti al mare: interminabili giorni di cammino lungo impervi sentieri, fra secoli e generazioni. Le pecore portavano i lupi, gli uomini le superstizioni. Colpisce la natura dura di questo lavoro, profondamente radicato in una tradizione millenaria. Come i pescatori che lasciano casa e partono per mare, i pastori si separavano dai loro affetti e si recavano lontano, in  una specie di confino antropologico e sessuale. In qualche parte più povera del mondo, questa tradizione è ancora viva come un tempo. Altrove, camion carichi di povere bestie percorrono vie asfaltate. Non si vedono più fate, lungo le strade dei pastori. Graziano Spinosi

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