Gli occhi di Piero

Piero della Francesca · Leggenda della Vera Croce · 1452-66

Come Prometeo sottrasse il fuoco agli dei per farne dono agli uomini, Piero carpisce uno sguardo divino e lo incarna sui volti delle sue figure, siano angeli o guerrieri, santi o flagellatori. Occhi di porcellana diffondono una fissità che pervade ogni elemento: tutti i corpi perdono peso e temperatura; krónos arresta il suo moto e kairos placa l’attesa. C’è la luce d’un dio nei paraggi, intangibile eppure palpabile. Gli occhi di Piero hanno visto troppe cose. Morirà cieco. Graziano Spinosi

As Prometheus steals gods’ fire to give it to men, Piero snatches a divine look and embodies it on the faces of  his figures, angels and warriors, saints and flagellators. Porcelain eyes spread a fixity that pervades every element: all bodies lose weight and temperature; cronos stops his motion and kairos appeases any fervour. There is a light of a god nearby, untouchable but palpable. Piero’s eyes have seen too many things. He will die blind. Graziano Spinosi

Riflessi

Giovanni Bellini  ·  Madonna con il bambino in piedi su un parapetto  ·  1475 ca  ·  Museo di Castelvecchio  ·  Verona

Colpisce il rosso veneziano dei tessuti scambiati con l’oriente, l’amaranto che non scolora. Le mani della madre s’innervano in una presa lieve e conclusa. Il cielo, d’intorno, muove dal parapetto e si precisa nel ceruleo, levandosi appena. Un cielo terracqueo, riflesso di laguna. Graziano Spinosi

Hits the Venetian red of fabrics traded with the East, the amaranth that does not wither. Mother’s hands arrange oneself in a soft and concluded grasp. Sky around leaves from parapet and ends in cerulean, going up not much. A terraqueous sky, reflecion of lagoon. Graziano Spinosi

Due mondi

Robert Campin · Ritratto di uomo grasso · 1430 · Thyssen-Bornemisza Collection · Madrid

I gatti, se feriti o ammalati, digiunano. Nel viaggio di risalita i salmoni non mangiano. Durante il letargo invernale, i ghiri risolvono il problema alimentare con una salutare autofagia. Le ragioni di questo comportamento risiedono nelle proprietà rigeneranti e terapeutiche del digiuno. Gli esseri umani non la pensano allo stesso modo: una parte di questi, dotata di tecnologia avanzatissima, ha pensato bene di assegnare all’altra i benefici dell’astinenza. Abbiamo così due mondi: il primo muore di noia e il secondo d’inedia. Graziano Spinosi

Limiti

Hans Memling  ·  Maria Maddalena Portinari  ·  1470 ca  ·  Metropolitan Museum  ·  New York

A partire dal Quattrocento, la cornice del quadro entra al suo interno: dipinta o invasa da oggetti e personaggi, ne diviene parte integrante. In questa opera di Memling, il velo del copricapo cela un lembo di cornice e consente al soggetto ritratto di penetrare in una dimensione esterna – quella dei vivi. Il tentativo di varcare un limite, talvolta, ne accentua la fatalità. Graziano Spinosi

Since fifteenth century the picture frame goes inside: painted or occupied by objects and figures, it becomes integral part of that. In this Memling’s work the veil of headdress conceals a part of frame and allows the portrayed subject to penetrate into an external dimension – the living one. Sometimes the attempt to pass a limit emphasizes the fatality of it.  Graziano Spinosi

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L’abbandono della terza dimensione, cioè il tentativo di tenere il quadro su un piano, segnò nel disegno e nella pittura il rifiuto dell’oggettività e uno dei primi passi nel regno dell’astratto. Si eliminò il modellato. L’oggetto reale fu spinto verso l’astratto, il che rappresentò un certo progresso. Ma questo progresso finì per inchiodare la pittura alla superficie materiale della tela, limitandone la possibilità. Il tentativo di liberarsi di questi limiti fisici, oltre all’interesse per la composizione, doveva portare all’abbandono della superficie. Wassily Kandinsky  · Lo spirituale nell’arte

Vertigo

Ambrogio Bergognone · S. Caterina d’Alessandria · 1495-1510 · Pinacoteca di Brera · Milano

Lo spasmo riproduttivo, quella foga genetica necessaria alla riproduzione della specie, può impadronirsi di un corpo e deformarlo, come un edificio che si guasti sotto i colpi d’un terremoto. Un tempo, presso i mistici, si dissolveva nella vertigine. Adesso anche i santi hanno un profilo su Facebook. Graziano Spinosi

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Mi cominciai a spogliare. Feci tanto che cavei il bustino che avevo, e dicevo: mio Gesù, lasciate coteste poppe. Venite a pigliare il latte qui da me. E gli porgevo la mammella. Esso si staccò da quelle della Vergine e si attaccò alle mie. Oh! Dio! Io non posso raccontare niente di quanto provai in quel punto; e nemmeno mi ricordo gli effetti che mi cagionò. In quell’atto non mi pareva bambino dipinto, ma in carne. A questa figura andavo spesso, e gli dicevo: ricordatevi bambino bello, che io v’ho allattato, come ha fatto la vostra madre. Ora mi sovviene che, per più giorni, qui, in questa mammella, v’avevo sì gran calore, che pareva d’averci il fuoco. Ma non comprendevo nulla. Santa Veronica Giuliani · Terza autobiografia

Ignoto

Antonello da Messina · Ritratto d’ignoto (p) · 1470-72 · Museo della Fondazione Mandralisca · Cefalù

A chi somiglia l’ignoto del Museo Mandralisca? Al mafioso della campagna e a quello dei quartieri alti, al deputato che siede sui banchi della destra e a quello che siede sui banchi della sinistra, al contadino e al principe del foro; somiglia a chi scrive questa nota; e certamente somiglia ad Antonello. E provatevi a stabilire la condizione sociale e la particolare umanità del personaggio. Impossibile. È un nobile o un plebeo? Un notaro o un contadino? Un uomo onesto o un gaglioffo? Un pittore, un poeta, un sicario? Somiglia, ecco tutto. Leonardo Sciascia

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