Mediterraneo | 23

Salento | Torri fortificate · XV e XVI secolo

Il Salento è presidiato da antiche roccaforti costruite per avvistare le navi degl’invasori. Salendo i gradini di Torre Lapillo, fantastico su come sarebbe questa fortezza, ripopolata da esseri umani che ballano e fanno festa come un tempo, come nei sogni, con le finestre aperte davanti al mare: l’unica difesa possibile contro gli assalti dei nuovi predatori, belve dislocate sulle coste del Mediterraneo per divorare la memoria antropologica di popoli e litorali. Sono arrivato all’ultimo gradino della scala, ho appoggiato la mano sul muro caldo di una porta murata: dovete fare presto, bisbiglia una voce dietro il muro, perché ci sono distruzioni dopo le quali non restano neppure i ruderiGraziano Spinosi

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Il Mediterraneo ha affrontato la modernità in ritardo. Non ha conosciuto il laicismo su tutte le sue sponde. Ciascuna delle coste conosce le proprie contraddizioni, che non cessano di riflettersi sul resto del bacino e su altri spazi, talvolta lontani. La realizzazione di una convivenza in seno ai territori multietnici o plurinazionali, dove si incrociano e si mescolano culture diverse e religioni differenti, conosce sotto i nostri occhi uno smacco crudele: il nostro mare avrebbe meritato un destino migliore. L’Unione Europea si compie senza tener conto delle fratture che lo dividono: nasce un’Europa separata dalla culla dell’Europa. Come se una persona si potesse formare dopo essere stata privata della sua infanzia, della sua adolescenza. Predrag Matvejević · Il Mediterraneo e l’Europa

Dal cielo

Un affabulatore Giotto, come Dante. Ambedue hanno cantato il cielo con le sue storie, profetizzando la luce dell’Umanesimo. I secoli e i terremoti hanno corroso il cobalto e dalle crepe degli affreschi di Assisi si spande un aroma di muschio: è fragranza di minerali,  animali, angeli e demoni alati, corpi astrali, araldi dispensatori di santità – la santità è un vizio del cielo, scriveva Cioran. E Francesco, il più caparbio tra i santi, del cielo è sostanza. Benché i dipinti evochino le sue parabole antiche, pare che tutto accada in un presente ancora intatto. Graziano Spinosi

Giotto is a narrator, like Dante. Both have written in heaven the facts of the earth. Centuries and heartquakes have corroded cobalt and a fragrance of musk spreads through the cracks: it is an aroma of animals, winged angels and demons, astral bodies and herlds dispensers of holiness – the holiness is a vice of the heaven, Cioran wrote. And Francis, the most stubborn among the saints, is substance of the heaven. Although the frescoes raise his parables it seems that all happens in a still intact instant. Graziano Spinosi

Anonimo

Anonimo · Autoritratto a ventidue anni  · 1740 ca · Tate · London

Si potrebbe immaginare una storia dell’arte attraverso la sola rappresentazione del cielo nei secoli. O degli alberi: quieti nel Quattrocento e agitati dalla tramontana in epoca romantica. Benché lungamente costretti alla raffigurazione dei santi e delle loro bravate, gli artisti, attraverso le opere, lasciano traccia del loro tempo. Se Piero della Francesca avesse dipinto solamente gatti, nei suoi affreschi avremmo rinvenuto lo stesso resoconto sulla divina proporzione. Il modo, dunque, non l’argomento. Negli autoritratti, diversamente, l’identità del corpo è sostanziale, l’opera ne certifica la conformità. Per noi che guardiamo, una domanda, un monito, talvolta una smorfia di dolore. Come se gli autori avessero consegnato ai posteri la nostalgia di un tempo dopo il loro, la supplica di una consolazione perpetua. Graziano Spinosi

You might imagine a history of art solely through the representation of the sky. Or of trees through the centuries: still in the fifteenth century, and shaken by the north wind of the Romantic era. Although long forced to depict the saints and their acts of bravado, the artists, through their works, leave traces of time. If Piero della Francesca had painted only cats, in his frescoes we would have found the same account of the divina proportione. The mode, therefore, not the theme. In self-portraits, conversely, the identity of the body is substantial, the work certifies its conformity. For those of us that look: a question, an admonishment, at times a grimace of pain. It is as if the artists had consigned to posterity the nostalgia for a time to come, an appeal for perpetual consolation. Graziano Spinosi

Faber

Gabriel von Max  ·  Autoritratto con scimmia  ·  1910

Eravamo figli della classe media di un paese occidentale medio, due generazioni dopo una guerra vinta, una generazione dopo una rivoluzione fallita. Non eravamo né poveri né ricchi, non rimpiangevamo l’aristocrazia, non coltivavamo sogni utopici e la democrazia ci era ormai indifferente. I nostri genitori avevano lavorato, ma mai al di fuori di uffici, scuole, poste, ospedali, amministrazioni. I nostri padri non portavano né tuta né cravatta, le nostre madri né grembiule ne tailleur. Eravamo stati educati e formati da libri, film, canzoni – dalla promessa di diventare individui. Credo che avessimo il diritto di aspettarci una vita diversa. Abbiamo studiato, abbiamo imparato a rispettare l’arte e gli artisti, ad amare l’intraprendenza che crea qualcosa di nuovo, ma anche a sognare, a passeggiare, ad apprezzare il tempo libero, a credere che tutti saremmo potuti diventare dei geni, disprezzando la stupidità, detestando come da copione la dittatura e l’ordine costituito. Ma per guadagnarci da vivere come tutti gli altri, una volta adulti, abbiamo capito che non si sarebbe mai trattato d’altro che di mettersi in riga e lavorare. Abbiamo subito la società come una promessa due volte infranta. Alcuni ci hanno fatto l’abitudine, altri non sono mai riusciti a sopportarlo. Tristan Garcia · Faber

Gli occhi di Piero

Piero della Francesca · Leggenda della Vera Croce · 1452-66

Come Prometeo sottrasse il fuoco agli dei per farne dono agli uomini, Piero carpisce uno sguardo divino e lo incarna sui volti delle sue figure, siano angeli o guerrieri, santi o flagellatori. Occhi di porcellana diffondono una fissità che pervade ogni elemento: tutti i corpi perdono peso e temperatura; krónos arresta il suo moto e kairos placa l’attesa. C’è la luce d’un dio nei paraggi, intangibile eppure palpabile. Gli occhi di Piero hanno visto troppe cose. Morirà cieco. Graziano Spinosi

As Prometheus steals gods’ fire to give it to men, Piero snatches a divine look and embodies it on the faces of  his figures, angels and warriors, saints and flagellators. Porcelain eyes spread a fixity that pervades every element: all bodies lose weight and temperature; cronos stops his motion and kairos appeases any fervour. There is a light of a god nearby, untouchable but palpable. Piero’s eyes have seen too many things. He will die blind. Graziano Spinosi

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