Pablo

David Douglas Duncan | Pablo Picasso · 1957

Nell’arte il popolo non cerca più consolazione né esaltazione. I raffinati, i ricchi, gli sfaccendati, i distillatori di quintessenza cercano il nuovo, lo strano, l’originale, lo stravagante, lo scandaloso. E io stesso, dal Cubismo in avanti, ho accontentato questi signori e questi critici con tutte le bizzarrie cangianti che mi sono passate per la testa, e meno le capivano più mi ammiravano. A forza di divertirmi con questi giochi, con queste acrobazie, questi rompicapi, rebus e arabeschi, sono diventato ben presto famoso. E per un pittore la celebrità significa vendite, guadagni, soldi, ricchezza. Oggi, come sapete, sono famoso e ricco, ma quando sono solo con me stesso, non ho il coraggio di considerarmi un artista nel senso grandioso e antico del termine. I grandi pittori sono stati Giotto, Tiziano, Rembrandt e Goya: io sono soltanto un tipo che diverte il pubblico, che ha capito il proprio tempo e ha sfruttato come meglio ha potuto l’imbecillità, la vanità, la cupidigia dei suoi contemporanei. La mia è un’amara confessione, più dolorosa di quanto possa sembrare, ma ha il merito di essere sincera. Pablo Picasso in un’intervista del 1951 

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.