Contare le pecore

Giotto · Sogno di Gioacchino · 1303-05 · Cappella degli Scrovegni · Padova

Un sonno che si prolunghi oltre il naturale bisogno fisiologico, in qualche caso, può considerarsi un’adeguata risposta alle domande sul senso della vita. A volte l’immobilità è la sola forma di resistenza possibile. Sedati i bisogni nutrizionali, e in assenza di guerre sotto casa, in un divano vuoto si può trovare tutto ciò che serve per tirare avanti. Ai santi la vertigine delle stigmate. Graziano Spinosi

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Non ha senso aggrapparsi a un modello antropologico di cui la corruzione e l’incertezza dei tempi hanno decretato l’inesorabile declino. L’individuo eroico che, sostenuto da un codice d’onore collettivo, si lanciava generosamente nelle cose pubbliche alla ricerca di prestigio e di gloria, si è sgretolato sotto il peso di un mutamento epocale che ne lascia sopravvivere solo un pallido e risibile simulacro. A questo ingannevole feticcio, Montaigne oppone la figura del saggio, che sa cogliere la chanche di una inattesa libertà per conoscersi, e per fare della propria debolezza la propria inedita forza. [..] Limite, moderazione, mediocrità, medietà: sono questi gli ideali del saggio. La saggezza consiste nel rinunciare a tutto ciò che è eccezionale, glorioso, eminente, in quanto ormai avvolto inesorabilmente in un alone di inautenticità, e nel riconoscere la propria natura di uomini comuni. Elena Pulcini · L’individuo senza passioni

Icarus

Henri Matisse · Icarus · 1946

Le cose più importanti le ho scoperte quando mi sono perduto
e ancora dopo averle perdute

Graziano Spinosi

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Questo è il labirinto di Creta. Questo è il labirinto di Creta il cui centro fu il Minotauro. Questo è il labirinto di Creta il cui centro fu il Minotauro che Dante immaginò come un toro con la testa di uomo e nella cui rete di pietra si persero tante generazioni. Questo è il labirinto di Creta il cui centro fu il Minotauro che Dante immaginò come un toro con la testa di uomo e nella cui rete di pietra si persero tante generazioni come María Kodama ed io ci perdemmo. Questo è il labirinto di Creta il cui centro fu il Minotauro che Dante immaginò come un toro con la testa di uomo e nella cui rete di pietra si persero tante generazioni come María Kodama ed io ci perdemmo quel mattino e seguitiamo a perderci nel tempo, quest’altro labirinto. Jorge Luis Borges · Il labirinto, da Atlante

San Domenico

Cocullo | Festa dei serpari | San Domenico

Un rito arcaico che sorprende per la presenza dei serpenti. Dall’alba del primo giorno di maggio, le strade di Cocullo sono occupate da migliaia di serpenti e da una folla che li stringe fra le mani e intorno al collo. Serpenti da ogni parte, sottratti prematuramente al Santo Letargo. Bisce levate alle tane, pane con le patate, giovani spose e confetti. A mezzogiorno, pencolando, San Domenico è accompagnato in processione per le vie del paese. Tutti vogliono vederlo, anche i più ignavi si sbracciano per toccarlo. Quando viene riposto, il suo corpo torna una statua: allora è pago, il santo, baciato dalle serpi. Graziano Spinosi
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Si rinnova ogni anno, il primo giorno del mese di maggio, a Cocullo (AQ) la pittoresca processione dei serpari, conosciuta anche come la più pagana fra i riti cristiani, in onore di San Domenico patrono del paese, che protegge contro il morso dei serpenti e che ha il potere di guarire le malattie dei denti. Dopo la funzione religiosa in Chiesa, il santo viene portato in processione ricoperto di serpenti vivi (ovviamente non velenosi) e con il manto che via via viene ricoperto di gioielli e dollari appesi dagli emigranti che tornano in questo paese per la “festa dei serpari”. Il corteo è preceduto dal clero e da ragazze in costume che recano “ciambelli” dolci tipici che vengono preparati per la ricorrenza. Serpenti vivi sono attorcigliati anche attorno al collo e alle braccia dei serpari e dei fedeli che sfilano lentamente cantando tra due ali di folla. Quando a mezzogiorno esce la processione per gli abitanti di Cocullo è il momento della verità grave: dal comportamento delle serpi si ricavano i più disparati auspici: se le serpi muovendosi lentamente, si avvolgono intorno alla testa del Santo, allora è buon segno e la folla applaude contenta; se invece le serpi si dirigono verso le braccia disertando la testa allora la fantasia popolare galoppa e ognuno dà una propria lettura all’accaduto.

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